La SEO, nel 2014, deve ormai considerarsi una parte integrante del marketing digitale pertanto bisogna ragionare in termini di marketing nudo e crudo.

Secondo SEO Book.com queste sono le 10 cose su cui puntare per fare SEO nel 2014:

1. Concentrati sul brand

Ma cosa è un brand?

Dal punto di vista dei motori di ricerca, è un sito che per essere trovato viene cercato col suo marchio e con il suo nome. Dal punto di vista della pubblicità, i brand sono identità uniche che identificano un prodotto o un servizio.

Nei motori di ricerca, una parola chiave ritorna con una serie di risultati. Se per una certa parola chiave il motore mostra un gran numero di risultati, e la competizione si fa quindi serrata, puntare a sviluppare una “identità univoca” diventa un buon modo di procedere.

Se non l’hai già fatto, inizia a lavorare sullo sviluppo del tuo brand. Se hai già un brand, punta a generare più awareness: ciò può significare spendere di più in pubblicità/promozione rispetto agli anni precedenti. La metrica del successo è l’aumento delle ricerche che includono il tuo brand (o il nome del tuo sito web).

2. Sii ovunque

L’idea di puntare esclusivamente sul proprio sito web, non è la strategia vincente. Nel 2014, è necessario essere in tutti i luoghi frequentati dai tuoi potenziali utenti. Se questi passano tutto il giorno su Facebook, o su YouTube, è lì che devi essere.

Punta ovviamente a portare visitatori sul tuo sito, ma pensa ad ogni altra piattaforma come ad una estensione del tuo sito. Le pagine o i contenuti che pubblichi su queste piattaforme sono porte d’ingresso per il tuo sito, e spesso possono finire fra i risultati di Google.

3. Promuoviti ovunque

Hai difficoltà a posizionarti in prima pagina sui motori? Valuta se promuoverti con AdWords cosa che ti permetterà di aumentare l’awareness e di ottenere un po’ di branded search.

Assicurati che i contenuti siano unici, di valore e utili.

4. Contenuti di valore

Google fa un gran lavoro per cercare di identificare i buoni contenuti (anche se non sempre ci riesce). La sua missione è fornire all’utente risposte pertinenti e utili. Soprattutto utili: qualsiasi strategia tesa a produrre e fornire contenuti utili, è allineata con gli obiettivi di Google.

Rivedi la tua strategia su questi basi. Contenuti di bassa utilità, è improbabile che oggi possano funzionare.

5. Risolvi problemi reali

Vai oltre le parole chiave, oltre la rilevanza del tema. Domandati: “Che problema sta cercando di risolvere l’utente? Cerca intrattenimento? Cerca una guida? Come potrebbe essere la soluzione reale a ciò che sta cercando? Quale dovrebbe essere la miglior soluzione?”

Non ci sono scorciatoie per determinare cosa è utile per l’utente: è necessario comprenderlo. Per fare ciò puoi utilizzare interviste, questionari, ricerche, sessioni di chat, monitoraggio di forum e social. Dimentica per un attimo la parola chiave, e prova ad entrare nella testa del tuo utente.

6. Massimizza il coinvolgimento

Google osserva se l’utente clicca su un risultato della SERP e poi torna indietro a cliccarne un altro, per capire cosa ha trovato rilevante e cosa meno, dal punto di vista dell’utilità. L’utilità effettiva di un contenuto è ormai un dato di fatto.

Grandi blocchi di testo possono scoraggiare l’utente. Aggiungere immagini e video alla pagina può essere utile ad aumentare l’engagement. Assicurati che l’utente compia qualche azione sul tuo sito, per esempio cliccare un link o un bottone. O guardare un video. O rispondere ad una domanda. Qualsiasi cosa, basta che non torni subito alla SERP.

7. Pensa come chi fa PPC

Pensa ad ogni singolo click come se pagassi per ottenerlo. Una volta che un visitatore è arrivato sul tuo sito, cosa vorresti che facesse? E’ chiaro il percorso che deve seguire? Pensa sempre a come coinvolgere il visitatore una volta che è arrivato da te. E se possibile, chiedigli di compiere una azione.

8. Pensa come chi ottimizza le conversioni

Assicurati che la pagina soddisfi completamente le esigenze dell’utente. Testa vari design, frasi, colori, elementi.

E’ piuttosto complesso farlo (dal punto di vista della SEO), ma è sempre bene domandarsi: “Quali pagine del mio sito funzionano bene, e quali no? Potrebbe essere un problema di design o di disposizione degli elementi? Cosa succederebbe se cambiassi qualcosa? Che cosa hanno in comune i primi 3 siti web meglio posizionati nella mia nicchia? Se hanno un link pattern simile al mio, che cos’hanno di diverso che potrebbe aver contribuito a farli posizionare meglio?”

9. Usa strategie di marketing

E’ davvero difficile fare SEO su siti “me-too”. E’ difficile ottenere link. E’ difficile trovare qualcuno che ne parli. Le persone tendono a non condividerli.

In questi casi, punta al marketing. Cerca una storia da raccontare. Trova qualcosa di unico e non comune nell’offerta. Se il sito non ha qualcosa che lo differenzia dagli altri competitor meglio posizionati, è difficile farlo emergere dalle ricerche organiche, restando nelle linee guida di Google.

10. Link

C’è un motivo per cui Google mette una grande attenzione sui link: è perché funzionano. Altrimenti non se ne curerebbe.

I link sono importanti.

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