La nuova SEO nell’era dell’AI: cosa cambia (e cosa no)

Sono stata al WMF – We Make Future, un appuntamento in cui si affrontano i temi dell’Intelligenza Artificiale e dell’innovazione digitale. Ne ho tratto ispirazione per condividere, in questo articolo, alcune riflessioni sulla nuova SEO, sui suoi sviluppi dopo l’avvento delle AI.

Buona lettura!

Tra algoritmi e futuro della SEO: il mio WMF 2025

Il We Make Future è sempre una grande occasione per capire in che direzione si muove il nostro settore. Io ci sono andata per aggiornarmi, conoscere altri punti di vista, portare a casa idee e riflessioni.

In questa edizione, inevitabilmente, si è parlato tanto di Intelligenza Artificiale, anche in relazione alla ricerca sul web. Non solo tool, ma nuovi modelli di ricerca, agent AI che “esplorano” al posto nostro, piattaforme che cambiano forma. È una rivoluzione? Sì. Ma è anche una transizione, che va letta con attenzione.

Oggi le persone non cercano più solo “informazioni”: cercano risposte, esperienze, soluzioni rapide. Le ricerche diventano esplorazioni, guidate da nuovi strumenti. Ecco che Google cambia pelle e introduce AI Overview e AI Mode (ma non mette a disposizione dati ufficiali sul traffico reale). Dall’altra parte, c’è ChatGPT che cerca di diventare un motore di ricerca… Tra questi grandi player la sfida è aperta.

Da parte mia, come consulente di web marketing ho il compito di capire come aiutare i progetti dei miei clienti a ottenere i migliori risultati.

La SEO non è morta, ma si sta evolvendo rapidamente

Tra tutte le novità emerse, una cosa è chiara: la SEO non si tocca, anzi va rafforzata.
Cambia l’approccio, che deve essere più maturo, centrato sull’esperienza utente, sulla qualità, sulla strategia.
Quindi, cosa bisogna fare concretamente?

Coltivare l’identità del brand, nel senso più ampio del termine: presidiare con coerenza i canali web, costruire e far crescere una community attiva e riconoscibile attorno alla propria identità, gestire strategicamente la propria presenza online.

Creare contenuti validi e ricchi: testi, immagini, audio, video, tutti ben strutturati e pensati per l’utente. Serve chiarezza e metodo nel proporli: argomenti e sotto-argomenti scelti con cura, titoli, paragrafi, elenchi puntati… E serve professionalità: contenuti non solo belli e ben fatti ma realmente utili, pertinenti, non improvvisati o superficiali – bisogna che i nostri contenuti si differenzino dagli altri, quindi meglio evitare contenuti di bassa qualità.

Aggiungere profondità: utilizzare termini tecnici, citazioni, dati statistici, link a fonti autorevoli, analisi utili, punti di vista originali… Serve anche a sviluppare credibilità, sempre di più un fattore SEO chiave: perché oggi non basta essere trovati, bisogna farsi riconoscere come affidabili.

In definitiva, serve competenza e visione: bisogna lavorare bene sulla SEO, come e più di prima, in dialogo con i nuovi strumenti AI – da conoscere e utilizzare, senza farsi utilizzare – e in funzione di obiettivi professionali chiari.

Come investire sulla propria presenza sul web

La trasformazione è in corso. Non sappiamo ancora come saranno le SERP tra sei mesi, ma già oggi sappiamo che ha senso continuare a investire nella propria presenza online, per dare forza al proprio business e per non rischiare di essere tagliati fuori dai giochi.

Come farlo? A mio modo di vedere non bisogna rincorrere l’algoritmo, specie in questa fase, dove le cose cambiano di giorno in giorno. Bisogna invece concentrare le proprie energie e lavorare bene su identità, qualità e autorevolezza. Questi sono i fondamenti. Chi saprà costruire una presenza che si contraddistingue perché capace di comunicare questi valori, continuerà a essere trovato – anche se a cercarci non ci sarà più solo Google.