Sono sempre interessanti i case study e per questo ho accettato di pubblicare sul mio blog un articolo di Filippo Jatta che spiega molto bene come ottimizzare un sito internet partendo dal menu di navigazione. Buona lettura!

Semplici accorgimenti da mettere in pratica per apparire in prima pagina su Google

Riuscire a soddisfare sia la seo che l’esperienza utente non è facile. Cosa bisogna fare, infatti, per far sì che il nostro sito dia al tempo stesso una buona esperienza all’utente che lo visita e abbia un buon posizionamento agli occhi di Google?

Nelle prossime righe vi indicherò alcune semplici operazioni da svolgere, attraverso la modifica della struttura del menu di navigazione, che incrementeranno le vostre visite in maniera esponenziale.

Come spiego nel mio blog jfactor.it, per riuscire a posizionare in maniera ottimale un sito web è importante considerare diversi fattori: le parole chiave obiettivo, la struttura del sito, l’ottimizzazione delle pagine che si desidera posizionare e i link in entrata.

Oggi affronteremo un elemento molto importante della struttura: il menu di navigazione. Per rendere più viva questa guida mostrerò i dati di un case study reali: un e-commerce sul quale ho lavorato recentemente, che vende bomboniere online.

Ma perché è così importante riuscire ad ottenere sia l’ottimizzazione SEO che una buona esperienza dell’utente? La risposta è molto semplice.

Google, infatti, cerca sempre più di ragionare come un visitatore umano, pertanto molti elementi apprezzati dagli utenti vengono presi in considerazione dall’algoritmo del motore di ricerca.

È, dunque, estremamente importante riuscire a trovare una combinazione che garantisca di ottenere un sito di alta qualità, ben strutturato e ottimizzato, in modo tale da accontentare sia i visitatori che Google.

L’esempio di un sito di e-commerce con un menu di navigazione mal strutturato

Per quanto riguarda i siti di e-commerce, le parole chiave sono, nel caso studio di questo articolo, molto competitive. Per questa ragione non è sufficiente apportare migliorie marginali o ricevere link da altri siti per riuscire ad ottenere dei buoni risultati.

Prenderò come esempio di “quello che non bisogna fare” un sito di e-commerce sul quale ho apportato delle migliorie, incrementando di molto le visite e migliorando, dunque, il suo posizionamento.

Il sito inizialmente aveva un menu di navigazione sostanzialmente inutile. Nel menù in alto si trovavano i pulsanti dedicati a:

  • Assistenza clienti
  • Stato ordini
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Dove siamo
  • Mission
  • FAQ

Se analizziamo il punto di vista dell’utente l’unica di queste opzioni che può risultare effettivamente utile è quella dedicata allo stato degli ordini.

Tutte le altre voci di questo menu, dunque, sono decisamente inutili in questa particolare posizione.

Inoltre leggendo tutte le voci del menu, non era possibile dedurre di cosa il sito si occupasse: non c’era alcuna voce relativa alle bomboniere o ai prodotti in vendita.

Alcuni di voi potranno obbiettare che, però, la pagina dedicata al “perché sceglierci” può risultare comunque utile per l’utente.

Questo può essere vero nel caso in cui si vendano prodotti ad altissimo prezzo, molto personalizzati e di lusso.

In tal caso bisogna lavorare sul brand, per far comprendere al potenziale cliente che il prezzo maggiore che si paga è giustificato da una qualità altissima.

In questo caso, invece, questa voce era decisamente inutile nel menu principale. Il potenziale cliente, infatti, vorrà trovare subito il prodotto che desidera acquistare e non cercarlo con difficoltà tra le voci presenti in menu secondari e meno visibili.

In un sito di e-commerce, infatti, instaurare un rapporto di fiducia con il cliente è decisamente importante, ma una pagina dedicata all’argomento nel menu principale forse non è la strategia migliore (non per niente questa pagina non aveva nessuna visita).

Per quanto riguarda, invece, la pagina dedicata all’informativa sulla privacy, possiamo dire che nel menu principale raggiunge il massimo dell’inutilità e che va, senza ombra di dubbio, rimossa.

Questa pagina, infatti, contiene informazioni legalmente importanti ma per l’utente che desidera acquistare un prodotto non ha alcuna utilità. Tale pagina è stata quindi spostata nel footer, in basso, dove non dà fastidio e non occupa spazio prezioso.

Sono state relegate nel footer anche pagine come “dove siamo”. Se un visitatore vuole acquistare bomboniere online non ha necessità di sapere da dove verrà spedito il suo ordine.

Passiamo, adesso, ad esaminare lo stesso sito dal punto di vista dell’ottimizzazione SEO.

Il menu di navigazione, infatti, non è importante solo per quello che riguarda l’esperienza dell’utente, ma anche per il posizionamento su Google e altri motori di ricerca.

Questo, infatti, trasporta molta “link juice”. Un menù che racchiude link a voci inutili e rimanda a pagine che non vengono visitate dagli utenti (in quanto di rilevanza minore) dà forza in termini di link juice a quest’ultime, a discapito delle pagine dei prodotti che vogliamo vendere, che sono quelle più importanti e che, dunque, abbiamo necessità di posizionare in maniera realmente efficiente.

Come migliorare il posizionamento su Google agendo sul menu

Se il vostro sito web ha una struttura simile al sito di cui vi abbiamo fatto poco fa l’esempio, non scoraggiatevi, perché basta mettere in pratica alcune semplici operazioni per riuscire a raggiungere un significativo miglioramento sia del posizionamento SEO, che dell’esperienza utente.

Prima di tutto, dunque, bisogna ristrutturare il menu di navigazione.

Partiamo col porci una domanda importante: qual è l’intento dei visitatori del nostro sito? In base a questo bisognerà decidere quali voci vanno assolutamente inserite all’interno del nostro menù.

Dopo aver svolto questa importante operazione dovremo selezionare le pagine più importanti, ovvero quelle che vogliamo posizionare su Google, ristrutturare il menù e spostare nel footer (o in alcuni casi eliminare) le pagine inutili per l’utente e mettere invece nel menu di navigazione le pagine che riteniamo essere le più importanti.

Dopo il mio intervento, dunque, il sito che ho preso in esempio, aveva un menù di questo genere:

  • Home
  • Bomboniere matrimonio
  • Bomboniere battesimo
  • Bomboniere cresima
  • e così via

Strutturando il sito in questo modo, dunque, prima di tutto si evita che la link juice si disperda inutilmente. Questo, infatti, adesso fluisce verso le pagine più importanti del sito in questione, ovvero la home e quelle di categoria e, successivamente, prodotti in vendita.

In secondo luogo, gli utenti che visiteranno il sito ora hanno la possibilità di trovare immediatamente il prodotto che cercano e di acquistarlo senza nessuna difficoltà.

A questo punto vi starete chiedendo che fine hanno fatto le altre pagine. Ho preferito eliminare le pagine da me ritenute completamente inutili (ad esempio “mission”).

Le pagine, invece, necessarie al sito ma di nessuna rilevanza per l’utente le ho spostate nel footer, un po’ perché è meno visibile rispetto ad altre posizioni e, dunque, non dà fastidio al visitatore, un po’ perché in tale posizione non va a rubare link juice a pagine rilevanti.

I Risultati dell’ottimizzazione SEO del menu

Ma adesso passiamo, invece, ad esaminare una delle componenti più importanti, ovvero i risultati di queste operazioni sul traffico e sul posizionamento seo. L’arco di tempo che prenderò in considerazione sarà quello di 8 mesi.

Ho iniziato i lavori a ottobre, e mese dopo mese ho ottimizzato tutti gli aspetti relativi alla struttura del sito.

Ecco un’immagine con i risultati in termini di visite:

 

In questo periodo, dunque, il sito ha aumentato il traffico organico in maniera evidente.

È doveroso dire, inoltre, che quelle esposte non sono le uniche migliorie che ho apportato al sito. Ho risolto, infatti, anche svariati problemi legati ai meta title, come url eccessivamente lunghe e un’eccessiva ripetizione di parole chiave nelle pagine.

La ristrutturazione del menù, però, costituisce l’elemento cardine del successo dell’operazione, e per questo ho scelto di soffermarmici in questa sede.

Cosa scegliere tra UX e SEO se queste sono in contrasto?

Prima di concludere vorrei affrontare una questione molto importante, legata ad un possibile contrasto tra il grado di soddisfazione utente e l’ottimizzazione Seo. Questo problema, infatti, potrebbe verificarsi rispetto alla scelta delle pagine da inserire nel menù: bisogna privilegiare le pagine che possono essere posizionate in maniera più efficace o quelle che sono più importanti per la soddisfazione dell’utente?

Abbiamo visto nel caso di questo sito di e-commerce che la pagina “perché sceglierci” risultava di poca utilità ed era necessario eliminarla perché generava pochissimo traffico. Questo, però, non vale in maniera univoca per tutti i siti.

Nel mio sito web, infatti, nella home page c’è un collegamento alla pagina “chi sono”, dove mi presento e parlo del mio lavoro. In questo caso, dunque, la SEO e la UX si scontrano. Inserire una pagina simile nel menù, infatti, è inutile dal punto di vista del link juice, e, eliminandola, potrei portare maggiore link juice ai servizi che offro e che è sensato vengano posizionati meglio su Google.

D’altro canto, però, è importante che i miei clienti conoscano chi sono, che tipo di servizi offro e le mie competenze a riguardo. È fondamentale, dunque, che chi offre questi servizi abbia un volto, anche perché è difficile affidarsi ad uno sconosciuto.

Dal punto di vista del posizionamento SEO, dunque, dovrei eliminare questa pagina dal menu, ma, invece, dal punto di vista della UX è fondamentale per creare un rapporto di fiducia con il cliente. Ho ritenuto, dunque, di privilegiare quest’ultima, ovvero il tasso di conversione: più i potenziali clienti conosceranno chi sono e di cosa mi occupo, più ci saranno possibilità che si fidino di me.

Quest’ultima parentesi, dunque, per dirvi che non bisogna limitarsi a ragionare solo ed esclusivamente in termini di SEO. Se il guadagno, infatti, deriva da un aspetto di questo genere, è importante privilegiare la soddisfazione dell’utente e mettere il posizionamento in secondo piano.

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